Inglese da autodidatta

Una lingua da autodidatta: è possibile?

Una persona che non ama imparare cose nuove è l’equivalente intellettivo di una persona morta. Sono parole dure, vero?

Eppure, per certi versi, è così.

Sono in molti a credere di aver bisogno di un insegnante per imparare una nuova lingua. Eppure viviamo nell’era dei social: dietro ogni angolo del web si nasconde un tutorial non richiesto. E gli autodidatti non sono mica una novità, esistono da secoli!

In questo articolo vedremo metodi e consigli per imparare una nuova lingua senza la guida di un insegnante.

Imparare una lingua senza insegnante è possibile

Partiamo dalle basi e rispondiamo all’eterna domanda: imparare una lingua senza insegnante è possibile? Risposta breve: sì!

Risposta lunga: certo che è possibile, ma non si possono pretendere gli stessi tempi, risultati e errori di uno studente seguito da insegnante. Mi spiego meglio: sarà lo stesso studente autodidatta a doversi disciplinare (magari nei giorni in cui dovrebbe studiare ma manca la voglia), correggersi, stabilire le priorità e continuare a motivarsi.

Quindi sì! Imparare una lingua straniera da autodidatta è possibile ma serve dedizione, impegno e autocontrollo. Tutto il resto? È uno spasso!

Vediamo quali sono i punti da tenere in conto quando si tratta di studiare senza un insegnante o un corso.

1. Imparare da autodidatta: Studiare ogni giorno

Che lo si voglia o meno, questo punto è necessario e sostanziale. Dovrebbe valere per ogni cosa: la costanza è la chiave dell’apprendimento.

Non serve per forza di cose studiare due o tre ore al giorno, è difficile che una persona adulta con lavoro e famiglia abbia effettivamente tutto questo tempo libero da dedicare allo studio.

Se è studio di qualità, basteranno anche solo 15 minuti al giorno. Metto l’accento su due cose: lo studio deve essere di qualità (si deve imparare o ripassare sul serio qualcosa di utile) e bisogna farlo ogni giorno, o almeno con un programma regolare.

Per quanto riguarda la costanza, vai a leggere anche questo articolo: Perché è meglio non imparare una lingua velocemente.

2. Imparare da autodidatta: Ascoltare la lingua

Non basta fare esercizi su esercizi. Mentre leggiamo nella nostra mente, difficilmente facciamo caso al modo in cui stiamo leggendo.

Molte volte mi è successo di pensare di conoscere la pronuncia di una parola solo perché l’avevo letta e scritta mille volte, ma non l’avevo mai sentita. Quella volta che l’ho detta a voce, invece, mi sono resa conto che si pronunciava in modo completamente diverso. Ouch!

Quindi ecco cosa deve essere parte integrante dello studio: l’ascolto. Non per niente il listening è una delle quattro skills fondamentali!

Come ascoltare? Ripeto, viviamo nell’era social: podcast, audiolibri e video sono reperibili ovunque!

Dai un’occhiata ai miei podcast preferiti per migliorare la pronuncia con questo articolo: Cinque podcast per migliorare il tuo inglese.

3. Imparare da autodidatta: Esperienze vere – parlare con qualcuno

Hai un amico madrelingua o semplicemente molto più bravo di te? Regola 1 dell’amicizia: sei autorizzato a sfruttarlo e spremerlo fino all’osso per fare pratica nello speaking.

Ti vergogni? Che razza di amico sei?

Non hai nessun amico? L’ho detto troppo spesso che viviamo nell’era digitale? Nel web c’è un mondo, e in questo mondo una buona fetta di persone è tanto appassionata di lingue quanto lo sei tu. Alcuni, come te, vogliono imparare, altri vogliono insegnare.

Sfrutta i gruppi su facebook di scambio linguistico, utilizza le app come Tandem, insomma: impegnati. Avevi bisogno di sentirtelo dire?

4. Imparare da autodidatta: Tutorial e video per comprendere le strutture

Un argomento è troppo complicato, il tuo libro non lo spiega bene, le informazioni su internet sono troppo dispersive?

Datemi uno schiaffo la prossima volta che ripeto che viviamo nell’era digitale, mi raccomando. Ma questa volta è necessario. Sarà l’ultima, lo prometto.

Youtube non è un segreto per nessuno. Ma mentre ci vengono consigliati sempre i soliti video di slime e musica trap (che non avevo mai chiesto ma sono sempre là, perché Youtube, perché?!), noi vogliamo andare a cercare le spiegazioni, le lezioni e i tutorial sull’argomento desiderato.

Da valutare è sempre l’attendibilità del video e di chi lo carica. C’è il rischio che venga trasmessa ancora più confusione se il tema non viene spiegato bene. Come fare? Di solito i commenti aiutano.

5. Imparare da autodidatta: Trascorrere del tempo con la lingua

Qualche tempo fa qualcuno mi ha chiesto su facebook: “Laura, tu cosa ne pensi dell’ascolto passivo? È utile?”. Certamente. Ma non da solo.

Una volta che si comincia a studiare una nuova lingua, dovrebbe essere come iniziare a frequentare finalmente la persona che ci piace da anni: bisognerebbe e si dovrebbe voler passare più tempo possibile insieme.

Come? Con ogni mezzo possibile. Ascolto passivo per abituarsi ai suoni, video e film per imparare le espressioni colloquiali, persi in conversazioni arrancate ma stimolanti, tra le pagine di un libro per bambini per fare i primi passi e nei grandi romanzi in lingua originale per tirarsela del fatto che si riesce a capire tutto!

La lingua da imparare diventerà la nuova fidanzata. Il tuo obiettivo? Il matrimonio. Ci piace essere vecchio stile.

6. Imparare da autodidatta: Parlare da soli

Non nel senso di diventare matti, ma come mezzo per fare pratica nello speaking, assecondando i propri tempi.

Ricordo quando all’università ci mettevano in coppia per fare conversazione. Eravamo corsi molto numerosi e partivamo dai livelli più disparati. C’erano studenti che non avevano mai avuto inglese come materia alle superiori e che facevano fatica a formare una frase completa. Finire in coppia con uno di loro non era stimolante né producente, né per loro né per noi un po’ più bravetti. Stessa cosa nel corso di Russo. I nostri colleghi che avevano passato l’estate a San Pietroburgo trovavano frustrante parlare con noi asini che non sapevamo nemmeno dire: “ciao, mi chiamo Laura e mangio verdura”.

Quindi non sottovalutiamo mai l’importanza e la validità del parlare da soli.

Se vuoi approfondire il tema, questo articolo fa per te: Cinque modi per fare pratica nello speaking quando si è a casa da soli.

7. Imparare da autodidatta: Leggere nella lingua

Leggere, ad alta voce o a mente, permette di studiare la lingua in azione. Si impara a riconoscere quelle strutture sintattiche e grammaticali studiate nella teoria, oltre a nuovi vocaboli, espressioni, modi di dire…

“Ma Laura, io non capisco mai quello che leggo!” Capirai, se capissi tutto non sarebbe studio, ma solo svago! Per questo bisogna cominciare con cose facili: un romanzo semplificato, un libro per bambini, una lettura guidata!

E fammi il favore: alla prima lettura lascia stare il dizionario, ok? Segui questa regola: la prima lettura serve per farsi un’idea generale, la seconda per comprendere quello che viene letto, la terza per isolare le parole sconosciute e costruirsi il vocabolario.

I minestroni più verdure hanno e più buoni sono, ma in questo caso la metafora non calza: fare una cosa alla volta è il segreto per nutrirsi linguisticamente,

8. Imparare da autodidatta: Fare qualcosa di completamente diverso in quella lingua

In questo caso entra in gioco la memoria cinestetica: si abbina all’apprendimento l’attività motoria.

La nostra insegnante di Russo ci spronava a saltare mentre recitavamo i numeri, le coniugazioni o le declinazioni: umiliante! Ma di fondo c’era, oltre all’intento onorevole, una punta di verità. Abbinare attività motoria leggera allo studio permette di variare e di apprendere per associazione.

Io non sono una grande fan dell’attività fisica, ma mi piace cucinare. Molte volte, per imparare vocaboli legati alla cucina, ho deciso di mettermi il grembiule e seguire una ricetta in lingua.

Oppure, guardarsi un bel documentario. Seguire una partita di un qualche sport, oppure un telegiornale, guardare i cartoni animati… Qualsiasi cosa possa essere diversa dai classici libri di testo ma comunque fatta nella lingua che stiamo studiando.

 

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