Paura dello speaking: consigli pratici per superarla

Sul mio profilo instagram la scorsa settimana ho annunciato il tema di fine anno: la paura dello speaking. Ma non mi sono fermata qui: è un tema così vasto che si può dire tutto e niente a riguardo, quindi ho fatto una domanda sulle mie storie.

“Che cosa ti spaventa di più, quando pensi al dover parlare in inglese?”

Le risposte si riassumevano in tre macro-categorie:

  • la paura del giudizio altrui,
  • le problematiche legate ad accento e pronuncia e
  • la scarsità di vocabolario.

In questo articolo esamineremo più a fondo ognuna di queste, trovando soluzioni pratiche e scrollandoci di dosso questa paura irrazionale ma propria di ogni singolo studente (e, spoiler: anche di noi insegnanti!).

Paura dello speaking: il giudizio degli altri

Venir giudicati dagli altri fa male, soprattutto se nel farlo vengono sottolineate le nostre mancanze e i nostri difetti. E ci sta, può capitare.

A scuola l’insegnante può averci preso di mira, oppure a lavoro c’è il saputello che non ce ne fa passare liscia una… in ogni caso, almeno una volta nella vita, ad ognuno di noi è capitato di venir presi in giro o giudicazti negativamente per un errore fatto in lingua inglese. Quando è successo a me, avevo circa 20 anni – posso assicurarvi che tuttora la ferita brucia e la persona che l’ha inflitta non passa per la mia mente senza venir inseguita da una scia di insulti.

Anyway, ci sono due modi per superare questa paura del giudizio altrui: un modo attivo e uno passivo. Vediamoli uno ad uno.

Il metodo attivo:

  • esprimi il tuo imbarazzo all’interlocutore – ti metterai in una posizione di favore nei suoi confronti e riceverai in cambio un’ascolto empatico e incoraggiante,
  • chiedi spiegazioni e consigli costruttivi – sai già che farai errori dettati dall’ansia? Avvisa che l’inglese non è la tua prima lingua e che sei in continua crescita, quindi qualsiasi aiuto il tuo interlocutore possa darti sarà ben accetto! Questo aiuterà anche te a scioglierti e sarai psicologicamente pronto a ricevere l’aiuto.
  • ti senti o sei effettivamente attaccato? Contrattacca! – se è un madrelingua inglese, le possibilità che sappia una seconda lingua sono bassine, faglielo notare! Tu invece ti stai sforzando di parlarne due! Se non è un madrelingua, shame on them! Dovrebbe conoscere le difficoltà dell’apprendimento linguistico e il fatto che per stare bene decida di denigrare te è sintomo di una mente bassa e ignorante.

Il metodo passivo – una questione di mindset:

  • concentrati sul risultato finale – se il tuo messaggio riesce ad arrivare forte e chiaro al mittente, pur con qualche errore, il tuo obiettivo principale è stato raggiunto! Chi ti ascolta non ti darà un voto in pagella, tranquillo.
  • ragiona sul percorso che hai fatto finora – ci sono errori che non fai più proprio perché hai studiato e ti sei impagnato tanto da arrivare a questo punto e di questo dovresti essere fiero! Invece che concentrarti su tutto quello che ancora non sai, pensa a quanto progresso hai già fatto e datti una pacca sulla spalla!
  • pensaci: tu giudichi un turista che si sforza di farti una domanda in italiano? – credo proprio di no e anzi, forse gli fai pure i complimenti! Ecco, allo stesso modo i madrelingua che ti ascoltano vedono solo quanto tu ti stia sforzando di comunicare con loro invece che chiuderti nella tua lingua madre ed erigere un muro linguistico tra di voi!

Paura dello speaking: l’accento e la pronuncia

Accento e pronuncia: è molto facile confonderli tra di loro e spesso una definizione sfora nell’altra, ma sono effettivamente due cose diverse.

Pensiamo all’accento come alla musicalità di una lingua e alla pronuncia come alle singole note che compongono la melodia. Dove l’accento è intonazione, la pronuncia è articolazione.

Chiaro, un marcato accento può compromettere la pronuncia e quindi rendere il messaggio e la comunicazione non chiari. Ma attenzione: non significa che avere un accento italiano sia una brutta cosa! Venir identificati come italiani all’estero non è un fallimento, ma una cosa naturale e che non ci deve far vergognare!

Come migliorare l’accento:

  • esporsi all’ascolto e agli input dell’accento che vogliamo acquisire – tramite video, podcast, programmi radio e canzoni del posto,
  • parlare lentamente – non smetterò mai di ripeterlo: nessuno ci sta inseguendo! Parlare lentamente permette di non mangiarsi le parole e concentrarsi di più sia sul messaggio che sulla sua forma,
  • provare la tecnica dello shadowing – per capire meglio l’intonazione, il ritmo, la musicalità e, infine, anche la pronuncia stessa della lingua target

Come migliorare la pronuncia:

  • imparare qualche nozione di fonetica – tornerà utile soprattutto nei momenti in cui bisogna controllare la pronuncia di una parola sulla quale siamo insicuri, ma non c’è la possibilità di ascoltare un audio,
  • prima le parole, poi le frasi, poi discorsi interi – basta andare per gradi,
  • i muscoli facciali sono importanti – ci sono suoni che appartengono alla lingua inglese ma che non esistono in italiano: per questo, siamo meno capaci di produrli, soprattutto le prime volte. Notare come i muscoli facciali, la lingua e la mandibola si muovono coordinati per produrli ci aiuterà a capire la dinamica dietro i fonemi a noi sconosciuti e imparare più velocemente a riprodurli,
  • cantare – le canzoni sono un ottimo metodo per masticare la lingua e capirne la musicalità (pun intended)

Paura dello speaking: lo scarso vocabolario

Il terzo e ultimo punto di difficoltà che mi è stato esposto era in realtà un mix di due: “vado nel panico e non mi vengono le parole”.

Dobbiamo quindi lavorare:

  • con la cosiddetta ansia da prestazione
  • e con il problema dello scarso vocabolario.

Parte 1: l’ansia da prestazione

Per quanto riguarda l’ansia da prestazione, purtroppo non c’è una pillola per gestire il problema: soprattutto quando è una questione emotiva o caratteriale, ci sarà sempre qualcosa contro cui lottare. Certo che non possiamo permettere a quest’ansia di impedire il nostro progresso, quindi bisogna fare qualcosa a riguardo.

La soluzione? Fare pratica. Non c’è altra cosa da fare: più pratica si farà e più ci si abituerà a gestire l’ansia ogni volta che bisogna parlare in lingua inglese. Non ci viene chiesto di saltare subito nella vasca degli squali eh! Basta andare per gradi:

  • extra timidi? Si può cominciare con simulazioni allo specchio,
  • poi arruolare un amico fidato con cui fare pratica,
  • fare un salto nel vuoto provando gruppi, app e siti web di scambio linguistico
  • e infine affrontare la grande balena bianca: i madrelingua!

Parte 2: il vocabolario

Un ottimo modo per migliorare è leggere, questo si sa, ma resta il fatto che la lettura sia un esercizio passivo. Per trasformarla in attivo, bisogna isolare le parole veramente necessarie, contestualizzarle e metterle subito in pratica – altrimenti saranno solo una lista di parole sterile e pronta ad essere dimenticata presto.

Paura dello speaking: la mia soluzione

Da insegnante, mi scontro spesso con quel muro che è la paura di parlare inglese. Gli studenti Italiani si ritrovano in questa situazione per diversi motivi:

  • il sistema scolastico italiano, che si incentra spesso solo sulle capacità di scrittura e lettura, prediligendo la grammatica e liste di vocaboli alla pratica in classe (cosa che comunque, grazie agli insegnanti moderni, sta già cambiando),
  • l’idea sbagliata che fare errori è sinonimo di ignoranza e stupidità,
  • l’altra idea, altrettanto sbagliata, che si può imparare veramente una lingua solo trasferendosi all’estero,
  • l’imbarazzo di viaggiare con compagni più esperti e lasciare quindi a loro tutti gli oneri e onori del parlare in pubblico,
  • ecc. ecc.

La mia soluzione? Ho creato dei corsi di gruppo di speaking e grammatica con questo obiettivo: superare la paura di parlare inglese, rafforzando anche la struttura della lingua. Il tutto, in una classe di alleati.

Non accetterò più studenti con questo obiettivo in mente per i miei percorsi individuali. Perché? Perché non si può dire di aver superato la paura di parlare quando si lavora solo con l’insegnante. Semmai, in questa maniera si supera la paura di parlare in un contesto controllato e sicuro! Ma una volta “nel mondo vero”, si è punto a capo!

Grazie ai miei corsi di gruppo questo non accade, per il semplice motivo che il percorso di cresciuta viene condiviso con altre persone con le quali confrontarsi, grazie alle quali si sperimentano dubbi, regole, novità… restando sempre al sicuro, ma con lo sguardo rivolto all’esterno! Gli esercizi che propongo ai miei studenti hanno un elemento di sfida indispensabile per crescere, ma sono anche divertenti e leggeri.

Le iscrizioni dei corsi che partiranno a gennaio 2022 apriranno il 18 dicembre… o il 13 dicembre per gli iscritti alla lista d’attesa, che avranno la precedenza su chiunque altro! Lasciando la vostra mail nella pagina “I CORSI” potrete avere la precedenza anche voi!

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