Caso studio: tutto il percorso di test della coaching 1:1

A ottobre 2021 ho intrapreso un percorso imprenditoriale con la mia coach Erica Cirio: avevo bisogno di una guida per trasformare quella che era solo un’idea in un percorso formativo concreto da proporre ai miei studenti. Con questo articolo ti racconto della genesi, lo stravolgimento e la fase di test della mia nuova coaching 1:1 Homemade English.

L’idea e la genesi

Come è nata la coaching 1:1? Questo percorso formativo è nato da una domanda e una riflessione: come ho fatto io, ragazzina italiana, ad arrivare ad un livello bilingue e totalmente indipendente dal punto di vista linguistico, quando molti miei coetanei sono tuttora in alto mare con il loro inglese?

Io non sono speciale né tantomeno più intelligente degli altri. Ma se io sono qui ad insegnare inglese oggi, qualcosa deve essere successo durante il mio percorso da permettermi di essere capace e qualificata a presentare questo percorso.

Ho riflettuto molto spesso su quello che significa essere indipendente dal punto di vista linguistico. Ogni volta che mi veniva detto “che brava!”, rispondevo con “sono capaci tutti”, e non per una questione di modestia, vera o falsa che sia. Ma il mio percorso come studente e in seguito insegnante di lingua inglese mi ha fatto comprendere un paio di punti cardine che eludono le scuole e i corsi di lingua. Per questo, quando ho ricominciato ad insegnare, questa volta online, come insegnante di inglese freelance, ho cominciato a fare ricerche sul tema.

L’obiettivo della coaching 1:1

Posso subito dirvi cosa non è la coaching 1:1. Non è un corso di inglese. Non è un corso di grammatica. Se uno studente vuole imparare inglese e superare la propria paura dello speaking con me, la soluzione sono i miei corsi di gruppo.

La coaching 1:1 Homemade English è invece un percorso per aiutare i miei studenti a fare quello che ho fatto io senza nemmeno rendermene conto: raggiungere l’indipendenza linguistica nella lingua inglese, ovvero un punto di continua crescita dove si è consapevoli dei propri punti deboli, delle proprie possibilità e della propria responsabilità quando si tratta di apprendimento.

Raggiungere l’indipendenza linguistica non significa diventare bilingue o imparare tutta la grammatica inglese in soli tre mesi.

Essere indipendenti dal punto di vista linguistico significa essere in grado di conoscere i propri punti deboli e di forza e di sfruttarli per la crescita. Significa non aver più paura di fare errori, ma imparare a declinarli per il proprio apprendimento.

In cosa consiste, nella pratica, la coaching 1:1

Ho strutturato il percorso di coaching in 12 lezioni:

  • La prima di introduzione, poi
  • Due lezioni per ognuno dei cinque moduli e
  • Un’ultima di conclusione.

I cinque moduli sono:

  1. PRONUNCIATION – dove si impara a pronunciare correttamente i suoni propri della lingua inglese.
  2. SPEAKING – dove si impara a parlare inglese liberamente, senza preoccuparsi di fare errori e senza vergognarsi del proprio accento.
  3. VOCABULARY AND READING – dove si impara ad ampliare il proprio vocabolario e a leggere un testo scritto senza fermarsi sempre.
  4. WRITING – dove si impara a scrivere un testo correttamente e in maniera autonoma e a sfruttare i trucchi dell’inglese scritto.
  5. LISTENING – dove si impara a districarsi tra diversi accenti, ma anche i trucchi e i metodi per fare un ascolto guidato senza stress né errori.

Un target preciso

La coaching 1:1 Homemade English non è per chiunque, ma si rivolge ad un pubblico specifico:

  • 22-35 anni
  • livello di inglese tra intermedio e avanzato
  • con obiettivi per il futuro legati all’inglese (es: master, università in lingua inglese, Erasmus, fuga di cervelli, trasferimento all’estero, lavoro fuori dall’Italia o in inglese)
  1. I motivi sono semplici: l’età è ottimale dal punto di vista dell’apprendimento quando questo è correlato all’obiettivo dell’indipendenza, ma soprattutto perché non si innescano pensieri comuni come “non ho più l’età per imparare/io a scuola ho studiato francese, non inglese/ormai sono vecchi*/vorrei ma non posso/lo faccio perché è stato io più grande rimpianto della mia vita”. Nulla da togliere ai miei studenti di mezza età, ovviamente, ma è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche senza trovare scuse.
  2. Il livello intermedio-avanzato è necessario ai fini del programma della coaching. Questo percorso non promette di raggiungere un livello di inglese X e non è un corso di grammatica. Il supporto alla grammatica ci sarà qualora necessario, ma lo studente dovrebbe già essere in grado di masticare l’inglese e avere un atteggiamento indipendente quando si tratta di apprendere la struttura della lingua.
  3. Gli obiettivi sono necessari perché sono la forza motivante per lo studente nel suo percorso. Non devono essere per forza di cose quelli descritti, ovvio, ma uno studente motivato e con un obiettivo preciso è uno studente di successo.

Per assurdo, da quando ho annunciato il pubblico ad inizio dicembre 2021 sono stati in molti a criticarmi per questa scelta (ed erano tutti persone non in target e che si sentivano discriminate per la questione dell’età o del livello). Per come la vedo io, avrei potuto presentare la coaching in due modi:

  1. offrendola solo ad un pubblico specifico, ovvero a quelli che so (per esperienza lavorativa e etica professionale) essere i migliori per questo tipo di percorso, nonché gli unici che potranno raggiungere gli obiettivi posti secondo i metodi del percorso e affrontare il percorso stesso nella sua interezza, oppure
  2. offrendo la possibilità di iscriversi a chiunque, guadagnando significativamente di più e prendendo in giro molte persone (ovvero quelle non in target).

Ma alla gente piace criticare. Bah.

La decisione di testare il percorso

Il 15 dicembre 2021 ho pubblicato un post su instagram (non mi segui? Vai subitissimo sul mio profilo e clicca il FOLLOW!) dove chiedevo al mio pubblico se c’era qualcuno in target disposto a testare questo mio nuovo percorso. I candidati avevano tempo fino al 22 per inviarmi la loro candidatura.

Me ne sono arrivate a decine! Alcune sono state scartate subito (persone non in target, o che si erano candidate a caso, o che non avevano letto il post…), altre mi hanno messa in difficoltà! Ho selezionato quattro ragazze e le ho intervistate singolarmente: una più meravigliosa dell’altra!

Alla fine ho dovuto prendere una decisione, per quanto avrei voluto seguirle tutte: la mia cavia si chiama Laura, come me, ha 24 anni, è studentessa di Economia e ha l’obiettivo di trasferirsi all’estero con il fidanzato. Laura è ad un livello intermedio di inglese, le serve raggiungere l’indipendenza linguistica per poter vivere al meglio il suo futuro all’estero, dove giustamente avrà bisogno di pensare al lavoro e alla sua vita più che a seguire corsi di inglese la sera tardi.

Laura è la mia cavia perfetta! Il 29 dicembre 2021 è partito il nostro percorso.

Avrei potuto presentare la coaching 1:1 al pubblico senza passare per questa fase, perché mi ero confrontata con elle colleghe di fiducia che mi avevano dato il via libera al lancio. Ma una vocina nella mia testa mi ha suggerito di fare una fase di test, che alla fine si è rivelata essenziale.

La fase di test (per fortuna ho voluto farla!)

Durante il nostro percorso Laura non solo mi ha fatto da studente, ma è intervenuta con la sue idee, i suoi consigli e le sue critiche.

Ad esempio, è grazie al suo punto di vista da studente se il secondo modulo è quello dedicato allo speaking. Io l’avevo messo alla fine, per concludere il percorso cominciato con la pronuncia, ma lei mi ha giustamente fatto riflettere sull’importanza di analizzare nei primi stadi la skill predominante lungo tutto il percorso.

Altro consiglio essenziale è stato quello di creare una scaletta di esercizi di speaking pre-impostata, dove io sono solita andare freestyle adattandomi alle esigenze dello studente: la libertà di movimento continuerà ad esserci, ma dentro parametri stabiliti che mi permetteranno di offrire un percorso libero da stress per me e più completo per lo studente.

Sua è anche l’aggiunta al libro della coaching di una lista carica di titoli di podcast, app e video per fare pratica di listening, writing e reading. “Non tutti gli studenti sonori cercare e trovare il materiale utile alle loro necessità”, mi ha detto – una cosa che io credevo essere scontata invece non lo era.

I progressi di Laura

Non sarò io a descrivere il miglioramento e i progressi che Laura ha fatto durante il suo percorso di coaching 1:1 Homemade English perché penso che il modo migliore per dimostrarlo sia lasciare che sia lei a parlare.

Questo primo video è la registrazione della nostra prima lezione:

In questo secondo video, invece, potete vedere una parte dell’ultima lezione:

Il webinar

Visti tutti gli sviluppi, mi sono messa in testa di organizzare un webinar che è andato live la sera di venerdì 25 febbraio. Il titolo era “INGLESE NEL POST-LAUREA: COME CAVARSELA DA SOLI… SENZA STRESS”.

Ecco cosa ho trattato durante il webinar:

  • Come stabilire degli obiettivi linguistici realistici
  • Creare un’abitudine linguistica che porti risultati
  • Come creare una ‘home immersion’ per imparare inglese ogni giorno
  • Tecniche per imparare un vocabolario specifico per il proprio lavoro/indirizzo di studi
  • +1 mini-lesson: la struttura della frase inglese

Non solo: con questo webinar ho presentato in anteprima tutto il programma della coaching 1:1 Homemade English e regalato ai presenti una parte del mio nuovo libro.

Questo webinar è stato salvato nei miei archivi per utilizzi futuri, quindi potrà essere rivisto in altre occasioni. Ovviamente vi avviserò quando diventerà disponibile.

Potete comunque scaricare la prima parte del libro cliccando l’immagine qui sotto!

Iscriversi alla coaching 1:1 Homemade English

Se siete arrivati fino a qui a leggere l’articolo, vuol dire che l’idea di intraprendere lo stesso percorso di Laura vi stuzzica un po’. Durante il lancio con il webinar si sono prenotati i primi studenti ma è possibile prenotare un posto alla coaching 1:1 Homemade English e raggiungere la propria indipendenza linguistica a questa pagina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*